Definizioni per la distribuzione  audiovisiva

Si riportano alcune definizioni  ex DECRETO 15 marzo 2018 Disposizioni applicative in materia di credito di imposta per le imprese di produzione cinematografica ed audiovisiva, di cui all’articolo 15, della legge 14 novembre 2016, n. 220, ovvero Legge Cinema :

«emittente televisiva»: un fornitore di servizi di media audiovisivi lineari, su frequenze terrestri o via satellite, anche ad accesso condizionato, e avente ambito nazionale ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettere l) e u), del TUSMAR;
«fornitore di servizi di media audiovisivi su altri mezzi»: un fornitore di servizi di media audiovisivi, lineari o non lineari, su mezzi di comunicazione elettronica diversi da quelli di cui alla lettera h), ai sensi del TUSMAR;
«fornitore di servizi di hosting»: il prestatore dei servizi della societa’ dell’informazione consistenti nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, come definiti dall’art. 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70.

 

Cos’è il TUSMAR ?

Si definisce TUSMAR,  il decreto legislativo n. 177 del 31 luglio 2005 e s.m.i. recante “Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici” .

 

Definizioni per la distribuzione  audiovisiva
Ai fini del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici si intende per:
a) “programmi televisivi” e “programmi radiofonici” l’insieme, predisposto da un fornitore, dei contenuti unificati da un medesimo marchio editoriale e destinati alla fruizione del pubblico, rispettivamente, mediante la trasmissione televisiva o radiofonica con ogni mezzo; l’espressione “programmi”, riportata senza specificazioni, si intende riferita a programmi sia televisivi che radiofonici. Non si considerano programmi televisivi le trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse;
b) “programmi-dati” i servizi di informazione costituiti da prodotti editoriali elettronici, trasmessi da reti radiotelevisive e
diversi dai programmi radiotelevisivi, non prestati su richiesta individuale, incluse le pagine informative teletext e le pagine di
dati;
c) “operatore di rete” il soggetto titolare del diritto di installazione, esercizio e fornitura di una rete di comunicazione elettronica su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo o via satellite, e di impianti di messa in onda, multiplazione, distribuzione e diffusione delle risorse frequenziali che consentono la trasmissione dei programmi agli utenti;
d) “fornitore di contenuti” il soggetto che ha la responsabilita’ editoriale nella predisposizione dei programmi televisivi o radiofonici e dei relativi programmi-dati destinati alla diffusione anche ad accesso condizionato su frequenze terrestri in tecnica digitale, via cavo o via satellite o con ogni altro mezzo di comunicazione elettronica e che e’ legittimato a svolgere le
attivita’ commerciali ed editoriali connesse alla diffusione delle immagini o dei suoni e dei relativi dati;
e) “fornitore di contenuti a carattere comunitario” il soggetto che ha la responsabilita’ editoriale nella predisposizione dei programmi destinati alla radiodiffusione televisiva in ambito locale che si impegna: a non trasmettere piu’ del 5 per cento di pubblicita’ per ogni ora di diffusione; a trasmettere programmi originali autoprodotti per almeno il 50 per cento dell’orario di programmazione giornaliero compreso dalle 7 alle 21;
f) “programmi originali autoprodotti” i programmi realizzati in proprio dal fornitore di contenuti o dalla sua controllante o da sue controllate, ovvero in co-produzione con altro fornitore di contenuti;
g) “produttori indipendenti” gli operatori di comunicazione europei che svolgono attivita’ di produzioni audiovisive e che non sono controllati da o collegati a soggetti destinatari di concessione, di licenza o di autorizzazione per la diffusione radiotelevisiva o che per un periodo di tre anni non destinino almeno il 90 per cento della propria produzione ad una sola emittente;
h) “fornitore di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato” il soggetto che fornisce, attraverso l’operatore di rete, servizi al pubblico di accesso condizionato, compresa la pay per view, mediante distribuzione agli utenti di chiavi numeriche per l’abilitazione alla visione dei programmi, alla
fatturazione dei servizi ed eventualmente alla fornitura di apparati, ovvero che fornisce servizi della societa’ dell’informazione ai sensi dall’articolo 2 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, ovvero fornisce una guida elettronica ai programmi;
i) “accesso condizionato” ogni misura e sistema tecnico in base ai quali l’accesso in forma intelligibile al servizio protetto sia subordinato a preventiva e individuale autorizzazione da parte del fornitore del servizio di accesso condizionato;
l) “sistema integrato delle comunicazioni” il settore economico che comprende le seguenti attivita’: stampa quotidiana e periodica;
editoria annuaristica ed elettronica anche per il tramite di Internet; radio e televisione; cinema; pubblicita’ esterna;
iniziative di comunicazione di prodotti e servizi; sponsorizzazioni;
m) “servizio pubblico generale radiotelevisivo” il pubblico servizio esercitato su concessione nel settore radiotelevisivo mediante la complessiva programmazione, anche non informativa, della societa’ concessionaria, secondo le modalita’ e nei limiti indicati dal presente testo unico e dalle altre norme di riferimento;
n) “ambito nazionale” l’esercizio dell’attivita’ di radiodiffusione televisiva o sonora non limitata all’ambito locale;
o) “ambito locale radiofonico” l’esercizio dell’attivita’ di radiodiffusione sonora, con irradiazione del segnale fino a una copertura massima di quindici milioni di abitanti;
p) “ambito locale televisivo” l’esercizio dell’attivita’ di radiodiffusione televisiva in uno o piu’ bacini, comunque non superiori a sei, anche non limitrofi, purche’ con copertura inferiore al 50 per cento della popolazione nazionale; l’ambito e’ denominato “regionale” o “provinciale” quando il bacino di esercizio dell’attivita’ di radiodiffusione televisiva e’ unico e ricade nel
territorio di una sola regione o di una sola provincia, e l’emittente non trasmette in altri bacini; l’espressione “ambito locale televisivo” riportata senza specificazioni si intende riferita anche alle trasmissioni in ambito regionale o provinciale;
q) “emittente televisiva” il titolare di concessione o autorizzazione su frequenze terrestri in tecnica analogica, che ha la responsabilita’ editoriale dei palinsesti dei programmi televisivi e li trasmette secondo le seguenti tipologie:
1) “emittente televisiva a carattere informativo” l’emittente per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito locale, che trasmette quotidianamente, nelle ore comprese tra le ore 7 e le ore 23 per non meno di due ore, programmi informativi, di cui almeno il cinquanta per cento autoprodotti, su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o culturali; tali programmi, per almeno la meta’ del tempo, devono riguardare temi e argomenti di interesse locale e devono comprendere telegiornali diffusi per non meno di cinque giorni alla settimana o, in alternativa, per
centoventi giorni a semestre;
2) “emittente televisiva a carattere commerciale” l’emittente
per la radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri in ambito
locale, senza specifici obblighi di informazione;
3) “emittente televisiva a carattere comunitario” l’emittente
per la radiodiffusione televisiva in ambito locale costituita da
associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o
cooperativa priva di scopo di lucro, che trasmette programmi
originali autoprodotti a carattere culturale, etnico, politico e
religioso, e si impegna: a non trasmettere piu’ del 5 per cento di
pubblicita’ per ogni ora di diffusione; a trasmettere i predetti
programmi per almeno il 50 per cento dell’orario di trasmissione
giornaliero compreso tra le ore 7 e le ore 21;
4) “emittente televisiva monotematica a carattere sociale”
l’emittente per la radiodiffusione televisiva in ambito locale che
dedica almeno il 70 per cento della programmazione monotematica
quotidiana a temi di chiara utilita’ sociale, quali salute, sanita’ e
servizi sociali, classificabile come vera e propria emittente di
servizio;
5) “emittente televisiva commerciale nazionale” l’emittente che
trasmette in chiaro prevalentemente programmi di tipo generalista con
obbligo d’informazione;
6) “emittente di televendite” l’emittente che trasmette
prevalentemente offerte dirette al pubblico allo scopo di fornire,
dietro pagamento, beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti
e le obbligazioni;
r) “emittente radiofonica” il titolare di concessione o
autorizzazione su frequenze terrestri in tecnica analogica, che ha la
responsabilita’ dei palinsesti radiofonici e li trasmette secondo le
seguenti tipologie:
1) “emittente radiofonica a carattere comunitario”, nazionale o
locale, l’emittente caratterizzata dall’assenza dello scopo di lucro,
che trasmette programmi originali autoprodotti per almeno il 30 per
cento dell’orario di trasmissione giornaliero compreso tra le ore 7 e
le ore 21, che puo’ avvalersi di sponsorizzazioni e che non trasmette
piu’ del 10 per cento di pubblicita’ per ogni ora di diffusione; non
sono considerati programmi originali autoprodotti le trasmissioni di
brani musicali intervallate da messaggi pubblicitari o da brevi
commenti del conduttore della stessa trasmissione;
2) “emittente radiofonica a carattere commerciale locale” l’emittente senza specifici obblighi di palinsesto, che comunque destina almeno il 20 per cento della programmazione settimanale all’informazione, di cui almeno il 50 per cento all’informazione locale, notizie e servizi, e a programmi; tale limite si calcola su non meno di sessantaquattro ore settimanali;
3) “emittente radiofonica nazionale” l’emittente senza particolari obblighi, salvo la trasmissione quotidiana di giornali radio;
s) “opere europee” le opere originarie:
1) di Stati membri dell’Unione europea;
2) di Stati terzi europei che siano parti della Convenzione europea sulla televisione transfrontaliera, firmata a Strasburgo il 5 maggio 1989 e ratificata dalla legge 5 ottobre 1991, n. 327, purche’ le opere siano realizzate da uno o piu’ produttori stabiliti in uno di questi Stati o siano prodotte sotto la supervisione e il controllo effettivo di uno o piu’ produttori stabiliti in uno di questi Stati oppure il contributo dei co-produttori di tali Stati sia prevalente
nel costo totale della co-produzione e questa non sia controllata da uno o piu’ produttori stabiliti al di fuori di tali Stati;
3) di altri Stati terzi europei, realizzate in via esclusiva, o in co-produzione con produttori stabiliti in uno o piu’ Stati membri dell’Unione europea, da produttori stabiliti in uno o piu’ Stati terzi europei con i quali la Comunita’ europea abbia concluso accordi nel settore dell’audiovisivo, qualora queste opere siano realizzate principalmente con il contributo di autori o lavoratori residenti in uno o piu’ Stati europei;
t) “sponsorizzazione” ogni contributo di un’impresa pubblica o privata, non impegnata in attivita’ televisive o radiofoniche o di produzione di opere audiovisive o radiofoniche, al finanziamento di programmi, allo scopo di  romuovere il suo nome, il suo marchio, la sua immagine, le sue attivita’ o i suoi prodotti, purche’ non facciano riferimenti specifici di carattere promozionale a tali attivita’ o prodotti;
u) “pubblicita” ogni forma di messaggio televisivo o radiofonico trasmesso a pagamento o dietro altro compenso da un’impresa pubblica   privata nell’ambito di un’attivita’ commerciale, industriale, artigianale o di una libera professione, allo scopo di promuovere la fornitura, dietro compenso, di beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
v) “spot pubblicitari” ogni forma di pubblicita’ di contenuto predeterminato, trasmessa dalle emittenti radiofoniche e televisive;
z) “televendita” ogni offerta diretta trasmessa al pubblico attraverso il mezzo televisivo o radiofonico allo scopo di fornire, dietro pagamento, beni o servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le obbligazioni;
aa) “telepromozione” ogni forma di pubblicita’ consistente nell’esibizione di prodotti, presentazione verbale e visiva di beni o servizi di un produttore di beni o di un fornitore di servizi, fatta dall’emittente televisiva o radiofonica nell’ambito di un programma, al fine di promuovere la fornitura, dietro compenso, dei beni o dei servizi presentati o esibiti;
bb) “autopromozione” gli annunci dell’emittente relativi ai propri programmi e ai prodotti collaterali da questi direttamente derivati;

 

Per  Approfondire –  Disciplina del cinema e dell’audiovisivo italiano

Il testo Disciplina del cinema e dell’audiovisivo italiano, pubblicato da Lexasis, argomenta sul credito di imposta per le imprese di produzione cinematografica ed audiovisiva, quale componente necessaria alla produzione audiovisiva. 

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